Acqua buona acqua cattiva

trattamento di depurazione dell'acqua
Probabilmente dal 1835 al 1911 un milione di italiani è morto di colera nel corso delle varie epidemie. Le cause furono diverse: l'incremento della popolazione, l'accresciuta mobilità  di persone e commerci (sembra che il colera sia stato importato dall'India) e l'acqua infetta.

A quei tempi nella maggior parte delle città  europee, piccole e grandi, ogni tipo di evacuazione finiva, necessariamente, nell'acqua del mare (quando le città  erano portuali) o nell'acqua dolce di torrenti, fiumi, laghi, ecc. (quando le città  erano nell'entroterra). Ci fu un ingegnere che propose un trattamento depurativo degli scarichi prima che questi finissero nei corsi d'acqua naturali ma la sua idea venne accolta con diffidenza e contrarietà .

E' vero, esistevano i pozzi neri ma, a parte le esalazioni, il loro contenuto veniva periodicamente utilizzato per concimare orti e campi, inquinando così verdure e frutti, finendo per refluire nelle falde sotterranee, che erano poi usate per scopi potabili. L'ennesima epidemia di colera (1884) fece immediatamente decollare un'inchiesta sulle condizioni igieniche e sanitarie nei Comuni del Regno. Particolare attenzione fu riservata allo stato dei due servizi di igiene pubblica essenziali: acque potabili e sistema fognario, ritenuti responsabili delle malattie infettive e del colera. Malgrado ciò alla fine del XIX secolo solo la metà  dei Comuni italiani era dotata di condutture per l'acqua potabile e più del 77% era sprovvista di fogne.

Fortunatamente viviamo in un'epoca in cui abbiamo la buona e igienica abitudine di "lavare l'acqua" prima di restituirla alla natura. Questa operazione si svolge negli impianti di depurazione dove l'acqua sporca, proveniente dagli scarichi delle abitazioni, arriva attraverso un sistema di condutture sotterranee (la rete fognaria). Nel depuratore l'acqua subisce un filtraggio per eliminare i materiali inquinanti più grossi e, successivamente, passa al trattamento biologico per il quale si utilizzano batteri che si nutrono proprio di materia organica. Poi, in una seconda vasca vengono fatte depositare le sabbie più pesanti e si procede alla sgrassatura. Infine l'acqua viene raccolta in un primo decantatore, per far sedimentare i fanghi, quindi in un secondo decantatore per liberarla degli scarti prodotti dai batteri e, finalmente, viene liberata nei fiumi e restituita al suo ambiente naturale.
Questo è in sintesi il procedimento, ora vediamo di percorrerlo passo dopo passo.

Acque Bianche, Acque Nere
Le acque chiamate genericamente di scarico si suddividono in due categorie: acque bianche e acque nere. Le prime sono quelle che provengono dalle piogge, dilavano edifici e strade e poi si infilano nei tombini. Le seconde sono quelle degli scarichi domestici che provengono da bagni, lavandini, lavatrici e lavastoviglie delle case e poi, attraverso le tubazioni, vengono immesse nelle fognature. Le acque bianche, a seconda di come sono organizzati gli impianti del Comune o vengono immesse nella fognatura o vengono trattate separatamente.

Tutte le acque di scarico devono essere trattate prima di essere restituite alla natura perchè contengono un'elevata quantità  di sostanze nocive che potrebbero danneggiare irreparabilmente l'ambiente acquatico. Ad esempio le particelle solide sospese e le sostanze oleose rendono meno trasparenti le acque di fiumi, laghi, ecc.; ne consegue che l'attività  degli organismi fotosintetici viene rallentata e diminuisce la produzione di ossigeno che è indispensabile per tutti gli animali acquatici. Se invece le particelle solide si depositano soffocano la vita sul fondale e creano un processo di degradazione con rilascio di sostanze tossiche. Per non parlare dei detersivi che, per essere degradati, costringono i microrganismi a consumare tanto ossigeno da mettere in pericolo di vita l'ecosistema.

Gli Scarichi Industriali E Agricoli
Gli scarichi industriali sono più nocivi di quelli civili perchè contengono sostanze chimiche artificiali tossiche e metalli pesanti, questi se ingeriti dagli organismi acquatici si accumulano nelle loro carni e, man mano che si sale nella catena alimentare (dagli animali più piccoli ai più grandi) aumenta la concentrazione di questi elementi, diventando letali per l'uomo.

Gli scarichi dell'attività  agricola, invece, sono ricchi di sostanze biodegradabili perchè provengono da allevamenti di bestiame, latterie, macelli, ecc. e, quindi, potrebbero essere classificati come simili a quelli civili se non fosse per l'uso di fertilizzanti e pesticidi che, filtrando nel terreno, penetrano fino alle falde sotterranee e ai corsi d'acqua, contaminandoli. Queste sostanze nocive quando arrivano al mare sono responsabili dell'eccessiva proliferazione di alghe (eutrofizzazione) che alterano l'equilibrio dell'ecosistema soffocando la vita acquatica.

Le Fognature
Abbiamo detto che le fognature sono costituite da una fitta rete di tubature sotterranee con la funzione di raccogliere le acque di scarico di provenienza civile, agricola e industriale trattati opportunamente. I liquami scorrono in tubazioni più grandi, man mano che si uniscono ai liquami provenienti da altre zone e vengono convogliati al depuratore. Lungo il percorso vi sono parecchie stazioni di controllo che consentono di ispezionare gli impianti e intervenire qualora si formino delle ostruzioni.

I Trattamenti Di Depurazione
L'impianto di depurazione è progettato per riprodurre l'attività  naturale di autodepurazione dell'acqua ma a una velocità  mille volte maggiore.
Una griglia d'entrata impedisce a materiali voluminosi di intasare il depuratore, prima di avviare l'acqua sporca al trattamento preliminare in una vasca profonda 3 metri, dove avvengono i processi di desabbiatura (decantazione di sabbie e materiali simili), dissabbiatura (rimozione di grassi e oli) e chiarificazione (in una vasca separata).

A questo punto l'acqua viene convogliata nelle acque di ossidazione, il cuore del processo di depurazione, che contengono numerose specie di microrganismi capaci di trasformare la sospensione o la sostanza organica in sostanza inorganica, pronta a rientrare nel ciclo naturale. Questo processo di "nutrimento" accresce sensibilmente le dimensioni dei microrganismi che si aggregano in colonie (fiocchi) di colore marrone, grandi (si fa per dire) circa un millimetro e costituiscono i fanghi attivi.

Osservando la superficie di questa vasca si può notare un evidente ribollìo dell'acqua provocato dalla quantità  di ossigeno immessa proprio per consentire ai microrganismi di fare al meglio il proprio lavoro (aerobico). Qualora l'acqua che esce da questa vasca dovesse contenere anche minime quantità  di nitriti e nitrati, invece, si provvede ad avviare un trattamento con l'ausilio di batteri che lavorano in clima anaerobico (privo d'ossigeno). A questo punto l'acqua è pronta, non resta che sterilizzarla ulteriormente con l'aggiunta di biossido di cloro (ideale alternativa al cloro e più specifico per la potabilizzazione delle acque).

E i fanghi ottenuti dalla depurazione che fine fanno? Una parte viene ripompata nella vasca di ossidazione (ricordiamo che contiene quei microrganismi utili alla depurazione), mentre la parte in eccesso subisce un processo di "digestione" (dal quale in alcuni casi viene prodotto il biogas, sfruttato per la produzione di energia elettrica), quindi di essiccazione e ciò che rimane, opportunamente compattato, viene avviato in discarica.

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