
Ciò significa che, essendo L'H2o uno dei più importanti solventi chimici naturali, proprio per questa sua caratteristica, sin dalla sua condensazione nell'atmosfera, riesce a sciogliere e ad assorbire i gas in essa contenuti, acquisendo un certo grado di acidità . Durante il percorso sotterraneo che può durare anche decenni, l'acqua è capace, proprio perchè è acida e quindi corrosiva, di sciogliere in modo minore o maggiore i minerali che compongono le rocce attraversate.
La natura di queste rocce, e quindi dei minerali in esse contenuti, così come la conformazione degli strati del sottosuolo, variano molto da un bacino idrogeologico all'altro e determinano, insieme al tempo di permanenza nel sottosuolo stesso, la diversa composizione dell'acqua.
Se l'acqua contiene determinati sali minerali e oligoelementi e possiede specifiche caratteristiche igieniche diventa un'acqua "minerale". In caso contrario viene prelevata e avviata ad un processo di potabilizzazione per essere distribuita nelle case per uso domestico. Non tutta l'acqua, però, può essere utilizzata perchè potrebbe essere inquinata o non possedere quelle caratteristiche che la legge impone. Come prima cosa deve, quindi, essere analizzata e, quando necessario, essere trattata.
Ma andiamo per ordine e facciamo un passo indietro, tornando al sottosuolo per capire meglio cosa avviene.
Abbiamo detto che l'acqua piovana scorre fino a quando incontra uno strato impermeabile, a quel punto si forma una falda idrica, cioè una "riserva d'acqua" tra uno strato di ghiaia, ciottoli e sabbia che l'acqua impregna e uno strato di argilla impermeabile. Esistono falde superficiali (o freatiche, in greco significa pozzo) e falde profonde imprigionate tra due strati di roccia impermeabile, dette artesiane. In quest'ultimo caso l'uomo crea un pozzo (buco verticale scavato nel terreno, rivestito da una colonna di ferro e riempito di ghiaia con la funzione di filtrare l'acqua) perforando uno degli strati impermeabili e, grazie al principio della legge fisica di Pascal, l'acqua sale fino in superficie zampillando. Nel caso di falda freatica, invece, dove l'acqua è semplicemente accumulata, non si può sfruttare il principio dei vasi comunicanti per farla salire spontaneamente e quindi al pozzo si collega una pompa che l'aspira.
Quando l'acqua di una falda giunge spontaneamente in superficie, senza l'aiuto dell'uomo, viene chiamata sorgente. Prima di creare un pozzo, però, bisogna fare una valutazione della falda per verificare se c'è una quantità d'acqua tale da giustificare l'opera "di presa" e per controllare che non ci siano metalli o sostanze organiche inquinanti e dannosi per la salute (analisi chimiche, fisiche e batteriologiche).
A questo punto l'acqua c'è, è stata portata in superficie e raccolta in vasche di carico. Ora si procede al trattamento di potabilizzazione per migliorarne la qualità e per rispettare tutti i parametri di legge. Si "versa" in "vasche di sedimentazione" per far depositare le particelle sospese e renderla più limpida, poi si riducono le concentrazioni di metalli (ferro e manganese) mediante appositi impianti che sfruttano processi di ossidazione chimica, quindi si eliminano le sostanze organiche, come l'ammoniaca, con l'impiego di filtri a sabbia e una fase di ossigenazione. Infine, si provvede a eliminare i batteri con il biossido di Cloro che ha un elevato potere battericida.
L'acqua è pronta per essere portata a destinazione. A questo provvede l'acquedotto, una rete di tubazioni di calibri diversi che corrono sottoterra o in superficie o in strutture sopraelevate, dove l'acqua scorre sfruttando i naturali dislivelli del terreno o aiutata dalla spinta delle pompe elettriche.




