La produzione delle forme più comuni di energia dà un bel contributo allo smog. La generazione di un kilowattora di elettricità in una centrale a combustibile determina, in media, l'emissione di 609 grammi di anidride carbonica (questo dato non tiene conto della produzione idroelettrica, pressochè "pulita"). Negli impianti di riscaldamento, invece, per ogni kWh di calore si può valutare un'emissione di 376 grammi di anidride carbonica.
Una buona parte dei consumi di energia avviene per l'utilizzo dei mezzi di trasporto e dentro le mura domestiche. Dunque, occorre partire proprio da casa nostra e dal nostro modo di spostarci per capire se e dove possiamo ridurre i consumi.
In Casa
Ogni anno le famiglie italiane consumano più di 27 miliardi di kilowattora per far funzionare i propri elettrodomestici, pari ad una bolletta energetica di quasi 6 milioni di Euro, altri 7 miliardi di chilowattora sono consumati per l'illuminazione domestica. Questi consumi scaricano in atmosfera circa 23 milioni di tonnellate di anidride carbonica che, come si sa, produce l'effetto-serra con serie conseguenze: aumento delle temperature, aridità , alluvioni, innalzamento del mare.
Un dato altrettanto allarmante è che metà dell'energia consumata in casa è sprecata a causa di distrazioni, errato utilizzo di elettrodomestici, inefficienza o dispersioni di calore. In pratica, potremmo ottenere le stesse prestazioni non facendo meno di quello che facciamo ora, ma facendolo meglio.
Vi proponiamo di seguito alcune buone abitudini, che potrete seguire voi e la vostra famiglia, che vi permetteranno di ridurre il consumo di energia elettrica in ambito domestico senza dover affrontare grandi spese.
Elettrodomestici

Limitate al minimo indispensabile l'uso degli elettrodomestici, soprattutto nelle ore di punta, o utilizzate modelli che consentono un funzionamento a basso consumo.
Non utilizzare lo stand-by per periodi prolungati: computer, televisori, videoregistratori e stereo, consumano energia elettrica anche in modalità di stand-by (quando hanno solo la luce rossa accesa). Secondo alcuni studi, sulla bolletta questi consumi "nascosti" costano agli americani l'equivalente di 2.600 milioni di euro. Tra i maggiori responsabili dello spreco: il televisore, i sistemi digitali via satellite, i decodificatori dei canali via cavo e i videoregistratori. Come eliminare ogni spreco in questi casi? Semplice. Spegnendo l'interruttore o staccando la spina quando gli elettrodomestici non sono in funzione.
Quando la mamma usa la lavatrice o la lavastoviglie, deve cercare di effettuare un pieno carico e, se possibile, utilizzare basse temperature di lavaggio (il consumo energetico a 40° e circa la metà dello stesso lavaggio a 90°). Inoltre, azionare la lavatrice e la lavastoviglie di sera o durante la notte costa meno, perchè la richiesta di energia sulla rete è inferiore.
Il frigorifero: se troppo pieno, consuma molto per raffreddare i cibi. E' meglio evitare di inserirvi prodotti con ancora gli imballaggi o avvolti in borse e lasciare che il frigo raffreddi solo ciò che interessa. Inoltre, non mettere mai alimenti ancora caldi nel frigo: per equilibrare la temperatura, il motore dovrà fare un forte sforzo e consumare molta energia. Meglio aprirlo rapidamente e non tenere la porta aperta inutilmente. Lasciare sempre uno spazio di almeno 10 cm tra la serpentina (condensatore) sul retro del frigo e il muro, questa ha bisogno di ventilazione e deve anche essere pulita di tanto in tanto. Sbrinare il frigorifero ed il congelatore dal ghiaccio appena se ne forma, questo funge da isolante ed il frigorifero consuma molto di più.
Illuminazione

Le lampadine ad incandescenza (quelle "tradizionali") costano meno, ma illuminano e durano meno; quelle alogene costano di più ma sono più efficienti e durano il doppio; quelle tubolari fluorescenti ad alta frequenza (a forma di tubo o circolari) costano ancora più delle alogene ma consumano molto meno e durano molto di più. L'acquisto di lampade "a basso consumo" è sicuramente conveniente, nonostante il costo maggiore all'acquisto: l'energia elettrica risparmiata per l'acquisto viene recuperata dai minori consumi in alcuni mesi. Va però sottolineato che le lampade "a basso consumo" sono particolarmente adatte per usi prolungati (studio, cucina, sala da pranzo), mentre meno per quelli in cui vi sono spesso accensioni e spegnimenti (corridoi, bagno).
Utilizza temporizzatori e reostati: in alcuni stanze è opportuno inserire nell'interruttore un reostato, cioè un aggeggio che permette di regolare la luminosità adatta ad ogni situazione. Oltre ad aumentare il comfort della casa, permette di evitare sprechi di energia. Stessa funzione possono avere gli interruttori a tempo o quelli collegati a fotocellule, particolarmente adatti per vani scala, corridoi e cantine, luoghi in cui dimenticarsi la luce accesa potrebbe causare sprechi considerevoli. Utilizza lampade fotovoltaiche in giardino: costituiscono una soluzione intelligente ed efficiente per illuminare il giardino. Sono lampade, da parete o da fissare al suolo, direttamente collegate ad una piccola cella fotovoltaica. La cella trasforma la luce del sole in energia che viene accumulata durante il giorno e, successivamente, ceduta durante la notte alimentando la lampada. L'autonomia di queste lampada varia dalle 15 alle 30 ore. Inoltre con questo sistema si può evitare la realizzare un impianto elettrico esterno, rispetto al quale hanno anche un costo notevolmente inferiore.
Riscaldamento

Per raggiungere questi obiettivi si sono avviati, in questi ultimi anni, vari programmi rivolti ad un uso razionale dell'energia negli edifici; tali programmi prevedono sia migliori criteri di progettazione nelle nuove costruzioni, più attenti all'aspetto energetico, sia interventi di contenimento dei consumi sul patrimonio edilizio esistente.
Di tutta l'energia utilizzata in una stagione per riscaldare a 20°C un edificio, una buona parte viene dispersa dalle strutture (tetto, muri, finestre) ed una parte dall'impianto; sul consumo totale di combustibile usato per riscaldare il nostro edificio, si può risparmiare anche il 40% fin dal 1° anno. Tra i vari accorgimenti vi sono: la coibentazione dell'edificio, cioè l'isolamento con speciali materiali, l'installazione di impianti a pannelli solari e pompe di calore, l'installazione di caldaie ad alto rendimento.
Installate guarnizioni di tenuta a porte e finestre, e dispositivi di ritorno a molla per le porte che si affacciano all'esterno, per bloccare l'ingresso dell'aria fredda.
Non sprecare energia vuol anche dire scegliere una caldaia della potenza giusta in relazione alle dimensioni e alle caratteristiche dell'edificio. E' fondamentale, inoltre, oltre che previsto per legge, effettuare la manutenzione periodica dell'impianto di riscaldamento. Spegnere il riscaldamento autonomo almeno un'ora prima di andare a dormire o di uscire di casa per sfruttare il calore immagazzinato nei muri.
Per chiudere il termosifone quando non si abita la stanza, oppure quando si aprono le finestre, si utilizza la manopola di cui quasi tutti i radiatori sono dotati, generalmente nella parte superiore. Se i radiatori non scaldano può darsi che all'interno si sia formata una bolla d'aria che impedisce all'acqua di circolare. In questo caso basta aprire la valvola di sfiato dell'aria fino a quando non esce un po' d'acqua. E' importante non ostacolare la circolazione dell'aria attorno al radiatore: è sbagliato quindi mascherare i radiatori con copri-termosifoni o nasconderli dietro le tende.
Si può regolare la temperatura di ogni singolo ambiente. Infatti, alcuni locali possono essere più freddi altri più caldi, ad esempio per la presenza di molte persone o per l'esposizione ai raggi del sole. Per risolvere il problema, si possono installare su ogni termosifone, al posto della valvola manuale, valvole termostatiche che regolano automaticamente l'afflusso di acqua calda in base alla temperatura della stanza.
La valvola si chiude a mano a mano che la temperatura ambiente, misurata da un sensore, raggiunge quella desiderata, consentendo di dirottare altra acqua calda verso i radiatori ancora aperti. In questo modo si può consumare meno energia nelle giornate più miti, quando basta il sole a riscaldare alcune stanze, si può impostare una temperatura più bassa nella stanza da letto e una più alta in bagno, si possono lasciare i radiatori aperti al minimo quando si esce da casa.
E', infine, vivamente consigliato anche il passaggio dallo scaldabagno elettrico a quello a gas. Il maggiore costo di installazione si ripaga già dopo un paio d'anni, per la minore spesa di esercizio. E c'è il vantaggio di inquinare meno l'atmosfera.
Enegy-Quiz
Alcune domande e risposte per conoscere i potenziali sprechi di energia in casa.
Domande1. Con il termostato del frigo al massimo si consuma mediamente il 10, il 30 o il 50 per cento in più?
2. A parità d'uso, consuma più una lavatrice o un ferro da stiro?
3. La lampada a incandescenza ha una durata circa 5 volte superiore a quella a fluorescenza?
4. Per un lavaggio di biancheria con la lavatrice si consumano più o meno di 50 litri d'acqua?
5. L'impiego di lampade alogene comporta un notevole risparmio di energia elettrica?
6. Consuma più energia un forno microonde o uno elettrico a resistenza?
7. Termicamente è più isolante il sughero o il rame?
8. Un rubinetto che perde comporta una maggiore dispersione di energia?
9. Conviene tenere il frigorifero distante dalle fonti di calore?
10. L'accumulo di ghiaccio sulle pareti del frigo aumenta il consumo di energia?
11. Lo scalda acqua deve essere installato vicino o lontano dal prelievo dell'acqua?
12. Tra due scaldacqua di pari capacità ha migliore efficienza energetica quello di dimensioni maggiori?
13. Nella lavabiancheria il tasto economizzatore va usato a pieno carico?
14. àˆ vero che nell'abitazione media si consuma per la tivù quasi altrettanta energia che per l'illuminazione?
15. A pari capacità , consuma di più un congelatore verticale o uno orizzontale?
Risposte
1. Il 50 per cento in più 2. Una lavatrice 3. Sbagliato, è vero il contrario 4. Molti di più 5. Sbagliato 6. Uno elettrico a resistenza (circa il 50 per cento in più) 7. Il sughero 8. Sì, se è quello dell'acqua calda 9. Sì 10. Sì 11. Vicino 12. Sì, perchè è più isolato 13. No, va usato a carico non completo 14. Vero 15. Il congelatore verticale
In città

In Italia, tuttavia, prevale ancora il dominio assoluto del trasporto stradale rispetto ad altre modalità (ferrovia, trasporto marittimo, aereo): su 330 mila km di rete per i trasporti, infatti, 310 mila km sono strade. I veicoli circolanti sono oggi circa 41 milioni e il ritmo di crescita delle automobili in un decennio, dal 1991 al 2001, è stato del 45%, mentre la domanda di trasporto pubblico negli ultimi 15 anni è diminuita del 36%, la mobilità privata (auto e moto) è cresciuta nello stesso periodo dell'85%. Anche i ciclomotori, che sembrano non inquinanti, non sono invece così innocenti: contribuiscono al 7% delle emissioni di monossido di carbonio nelle città e per il 22% delle emissioni di benzene.
Va considerato, inoltre, che l'inquinamento urbano, oltre all'ambiente, provoca gravi conseguenze anche sulla nostra salute e sui beni culturali delle nostre città , per non parlare dei livelli di rumorosità , che possono provocare conseguenze sul sistema uditivo e cardio-vascolare.
Ciò che ciascun cittadino può fare è portare maggiore attenzione nelle proprie scelte di mobilità . Questo può essere effettuato sia con scelte tecnologiche che con la semplice modifica di cattive abitudini. Vi proponiamo alcuni criteri e consigli per contribuire ai danni causati dalla mobilità non sostenibile:
Quando compriamo l'auto nuova non consideriamo solamente la linea, le finiture o la velocità massima, ma orientiamo la nostra scelta verso il modello che consuma di meno. Auto a metano o GPL. Il metano non è derivato dal petrolio ed è composto da un solo atomo di carbonio con quattro d'idrogeno e quindi emette molta CO2 in meno rispetto agli altri combustibili fossili contribuendo in quantità molto inferiore all'Effetto Serra"; inoltre il metano non contiene benzene, piombo, e composti di zolfo. Il metano è molto economico con un pieno di metano di circa 9 Euro si percorrono 300 Km, mentre l'installazione dell'impianto varia attorno ai 1200 Euro. Anche il GPL costituisce una alternativa ecologica alla benzina e al diesel pur essendo anch'esso un derivato del petrolio: contribuisce infatti in maniera minore alla formazione di piogge acide, effetto serra, smog urbano.
Anche lo stile di guida può far risparmiare parecchia energia. Prevedere in tempo le fermate e togliere in anticipo il piede dall'acceleratore; mantenere una velocità sempre costante e prudente; affrontare le curve a una velocità adeguata, in modo da non sovraccaricare troppo le ruote e gli ammortizzatori esterni alla curva; evitare i percorsi urbani troppo congestionati, considerando che un aumento della velocità media da 20 a 30 chilometri l'ora permette un risparmio di carburante del 20 per cento.
Anche la disposizione dei carichi, specialmente sul tetto, e per velocità superiori a 80-100 chilometri orari, pesa sui consumi. I carichi vanno sistemati in modo da mantenere un assetto di marcia bilanciato. Conviene sempre rimuovere dal tetto dell'auto portapacchi, portasci e simili quando non servono: un portapacchi può "succhiare" fino al 20 per cento di benzina in più nei percorsi extraurbani. Lo spreco aumenta con la velocità .
Anche viaggiare con i finestrini aperti contribuisce ad aumentare i consumi.
Per diminuire il consumo di carburante, è importante la messa a punto degli impianti di carburazione e di accensione. Solo una corretta miscelazione aria-benzina, infatti, assicura la completa combustione del carburante e la piena utilizzazione del suo potenziale energetico. Meglio i mezzi pubblici e la bicicletta, dicono gli ecologisti. Ma non sempre l'alternativa è possibile. E allora, se proprio non possiamo fare a meno dell'automobile, cerchiamo almeno di contenere i danni.
Evitate più che mai l'uso dell'automobile per spostamenti troppo brevi. Il funzionamento del catalizzatore, che blocca in parte l'emissione delle sostanze inquinanti, opera solo a motore caldo, cioè a temperature comprese tra i 300 e gli 800 gradi. Tale soglia viene raggiunta solo dopo alcuni chilometri di percorrenza. Se l'automobile si rifiuta di partire, non ostinatevi nei tentativi di accensione, che rovinerebbero la marmitta. Anche un rifornimento di carburante del tipo sbagliato, cioè non verde, rischia di "avvelenare" il catalizzatore, rendendolo inservibile.




